Il fine della psicologia è darci un'idea diversa di quello che già conosciamo e di quello che non sappiamo riconoscere
Psicologa a Brisighella (RA) e Faenza (RA)
Psicologa
Mi chiamo Katia Laghi, lavoro come psicologa clinica nella terapia individuale, di coppia e familiare.
La mia prerogativa è quella di aiutare le persone a scoprire le proprie risorse interne e di mettere in risalto le qualità che l’individuo non riteneva tali fino a questo momento. Scoprire insieme desideri e coltivare sogni che possono essere realizzabili. Credo fermamente nei risultati di un valido e costante lavoro terapeutico. Non tutti riescono a trarre beneficio dalla prospettiva del cambiamento, ma tutti avrebbero bisogno di essere ascoltati e sostenuti.
La mia convinzione nel lavoro terapeutico è stata supportata da risultati concreti raggiunti.
Fin da subito mi sono resa conto di comprendere pienamente il dolore e nel tempo ho compreso che il dolore rimane anche dopo che la causa è scomparsa. Il cambiamento è possibile solo quando ci si rende conto che siamo noi stessi a rimanere nella “gabbia” e siamo “esausti” di rimanerci. Ecco che così, la terapia assume un “significato”.
L’ambiente terapeutico è uno “spazio” dove sentirsi al sicuro, in cui possiamo esplorare le cause dei nostri comportamenti e pensieri, permettendoci di comprendere, in buona parte, i motivi del nostro malessere. Ci aiuta a ritrovare in qualche modo le innumerevoli parti di “noi”, a ridimensionare le reazioni automatiche e meccaniche, a riconoscere il linguaggio autosvalutativo e la cattiva opinione che abbiamo il più delle volte di noi stessi
Il primo passo è sempre il più difficile. Prendere coraggio e forza per affrontare una terapia non è per niente semplice. Le energie da investire ci possono fare sentire smarriti quando ci si addentra nei meandri della propria psiche, ma è un “viaggio” che ne vale la pena.
Serve tempo e pazienza, perché non si può semplificare ciò che si è stratificato nel tempo. Significherebbe banalizzare il significato del proprio dolore e della propria esistenza
Per alcuni è difficile trovare il momento giusto per iniziare un percorso terapeutico, anche per un problema economico; altre persone non si sentono a proprio agio all'idea di condividere le proprie esperienze e sentimenti con uno sconosciuto. Oppure hanno avuto esperienze negative con altri percorsi di cura e si convincono che non serva a niente. Queste sono spesso scusanti che troviamo per non intraprendere un percorso terapeutico.
Per altri ancora, esiste lo “scoglio dello stigma” di essere visti o di far sapere che vanno dallo psicologo e di essere additati come malati mentali o “deboli”. Questo accade, per lo più, per mancanza di conoscenza e di cosa significhi effettivamente andare dallo psicologo
Affrontare una terapia di coppia o familiare può a volte sfociare in una terapia individuale. Non riusciamo a vivere bene in coppia o in famiglia se prima non conosciamo noi stessi, i nostri limiti, i nostri bisogni e le nostre motivazioni.
La terapia di coppia non sempre ha lo scopo di rinsaldare la coppia. Il percorso terapeutico può farci “aprire gli occhi” e rendere “sufficientemente” forti per lasciare andare l’altro, a cui si rimane legati solo per abitudine e necessità.
L’approccio alla terapia cambia se sono presenti figli o altri membri familiari oltre la coppia
Ho due studi dislocati in Comuni diversi per permetterti di scegliere quale sia lo spazio più idoneo a te, anche in base alla distanza per raggiungermi. Contattarmi non significa iniziare un percorso terapeutico obbligato. Valuteremo insieme.
Via Strada Casale, 12/B 48013 Brisighella (RA)
Via Marozza, 47, 48018 Faenza RA
338 13 68 424
Raccontami il problema che ti ha spinto a contattarmi. Le difficoltà che stai vivendo in questo momento e le tue aspettative sulla terapia.
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